La Difesa invia al Parlamento una nuova richiesta di aumento fondi per l’aereo militare sviluppato da Italia, Gran Bretagna e Giappone: il costo dello sviluppo passa da 6 a 18,6 miliardi
In diverse occasioni, negli ultimi anni, avevamo sottolineato come l’aereo da caccia di sesta generazione GCAP (precedentemente noto come programma Tempest) sarebbe diventato l’erede del progetto F-35 come uno dei programmi di riarmo più costosi della storia militare italiana. Una previsione che trova ora ulteriore conferma con l’invio al Parlamento, pochi giorni fa, di un nuovo Decreto del Ministero della Difesa relativo a questo aereo militare. Il paragone tra le cifre la rende evidente: il programma F-35 nel suo complesso ha raggiunto ad oggi un costo complessivo (sviluppo più acquisto 90 aerei) di 18,3 miliardi, ma il GCAP è destinato a far impallidire tali numeri poiché per la sola fase di sviluppo il costo iniziale di 6 miliardi, previsto quattro anni fa all’avvio del programma (approvato dal Parlamento a fine 2021) è stato ora più che triplicato a 18,6 miliardi. Ribadiamo: stiamo parlando della sola fase di sviluppo e progettazione e quindi sono esclusi i costi di acquisizione degli aerei e dei loro droni gregari, ad oggi ancora incalcolabili.
Nella scheda integrativa del Decreto firmato dal Ministro Crosetto si legge che il totale richiesto è stato “aggiornato, tenendo conto dell’incremento dei costi di maturazione tecnologica, sperimentazione, sviluppo e design”. Importi destinati ad aumentare ancora, poiché tale stima è stata fatta “a condizioni economiche 2025”. Infatti nello stesso Decreto la Difesa già si cautela sul futuro specificando che “laddove, in corso d’opera, l’approfondimento tecnico-amministrativo dovesse definire la necessità di un superamento di tale limite di spesa, si darà corso a un decreto integrativo”.
La richiesta economica che la Difesa ha inviato alle commissioni Difesa e Bilancio di Camera e Senato riguarda un impegno finanziario aggiuntivo, per ora, di 8,769 miliardi di euro per i prossimi dodici anni, dei quali quasi 600 milioni nel prossimo triennio: 70,3 milioni quest’anno, 260,7 milioni il prossimo anno e 262 milioni nel 2028. Fondi già a bilancio del Ministero della Difesa “nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente”, che sono state incrementate di oltre 1 miliardo e 180 milioni nella legge di bilancio per l’anno scorso.
Va tenuto presente che il programma GCAP, che vede coinvolte Leonardo per l’Italia, Bae Systems per il Regno Unito e Mitsubishi per il Giappone, non potrà essere finanziato con il prestito europeo Safe (Security Action For Europe) di 14,9 miliardi che l’Italia conta di ottenere, poiché non si tratta di un programma congiunto europeo e inoltre è ancora in fase di sviluppo, quindi fuori dai criteri per la richiesta fondi. Di conseguenza tutto il programma del cacciabombardiere GCP dovrà finanziato con risorse nazionali, quelle che il Governo conta di poter incrementare già nel corso di quest’anno dopo l’uscita dalla procedura europea di infrazione per deficit eccessivo e la conseguente possibilità di attivare la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità (che per quattro anni ‘abbuona’ l’extra-deficit per la difesa)
Con questo nuovo Decreto sale a 33,7 miliardi l’ammontare complessivo degli impegni finanziari pluriennali per programmi di riarmo che la Difesa ha richiesto al Parlamento dall’inizio della XIX Legislatura.
