Si parla molto degli acquisti italiani di armi ‘Made un USA’ per le nostre forze armate, ma finora mancava un elenco completo di quali sistemi d’arma siano stati comprati negli ultimi anni e dei relativi costi.

Dall’analisi del nostro Osservatorio Mil€x – condotta sulla base dei singoli schemi dei decreti di ogni programma trasmessi dal Ministero della Difesa alle Commissioni Difesa e Bilancio – risulta che nel corso di questa XIX Legislatura finora sono stati avviati 9 nuovi programmi di acquisizione di armi statunitensi per un totale di quasi 2 miliardi di impegno finanziario pluriennale approvato e per un onere complessivo previsionale di oltre 4 miliardi, con una programmazione di spesa 2023-2027 di quasi 400 milioni.

Vanno poi considerate le ben più ingenti spese annuali previsionali relative alla prosecuzione dei programmi in corso, riviste annualmente dal Ministero della Difesa nei Documenti Programmatici Pluriennali in base alle dotazioni finanziarie stanziate di anno in anno nell’ultima legge di bilancio: in tutto altri 4 miliardi che portano a 4,4 miliardi la spesa in armi USA tra il 2023 e il 2027.


Vediamo schematicamente i nuovi programmi di riarmo riguardanti forniture da parte di aziende americane (accorpando quelli relativi agli stessi sistemi). I relativi costi, sempre comprensivi di supporto logistico decennale, sono riportati nella tabella riassuntiva. Per i 5 programmi misti italo-americani o euro-americani presentiamo una realistica stima della quota spettante ai soli fornitori americani.

Lanciamissili HIMARS (Lockheed Martin) – acquisizione per l’Esercito Italiano di 21 sistemi M142 High Mobility Artillery Rocket System basati su camion, completi di razzi guidati M31A2 GMLRS a lungo raggio (oltre 150 km) e ad alto potenziale esplosivo, oltre a veicoli di supporto, attrezzature logistiche e addestramento.

Mezzi aviolanciabili (Flyer Defense, General Dynamics, Polaris) – acquisizione interforze di 269 mezzi Flyer 72 (assemblati e customizzati su licenza dall’italiana Tekne), di altri 52 mezzi tipo Flyer 72 (già configurati) e 110 mezzi leggeri (Polaris) specificamente configurati per i requisiti operativi di forze speciali e incursori.

Droni ScanEalgle (Boeing) – acquisizione per la Marina di 15 piccoli droni ad ala fissa ScanEalgle della Insitu (sussidiaria del colosso aeronautico americano) comprensivi di sistemi di comando. Il programma riguarda anche l’acquisizione di 18 mini-elicotteri a comando remoto AWHero di Leonardo, sempre da imbarcare sulle unità della Marina.

Bombe e missili per F-35B (Raytheon RTX, Boeing, Lockheed Martin, General Dynamics) – acquisizione di munizionamento aereo avanzato per i caccia F-35B della Marina. Il pacchetto include sia ordigni a caduta guidati (GBU-53, 12, 38, 54 e 32) sia missili aria-aria (AIM-9X Sidewinder e AIM-120 AMRAAM). Una parte del pacchetto (missili Meteor, Spear 3, JSM) riguarda fornitori europei (MBDA e Kongsberg).

Aerei-spia e guerra elettronica (Gulfstream e L3Harris) – acquisizione per l’Aeronautica di un undicesimo jet G-550 in versione base e upgrade di 4 jet G-550 base per portarli allo standard di piena capacità operativa (modifiche strutturali fatte negli USA e integrazione suite operative fatte dall’israeliana Elta Systems).

Droni armati Predator (General Atomics, Lockheed Martin, Raytheon RTX e Boeing) – acquisizione per l’Aeronautica di 6 nuovi droni MQ-9A nello standard avanzato Block 5, comprensivi di nuove stazioni di controllo a terra e dei relativi armamenti (bombe e missili di precisione di fabbricazione americana) più retrofit e armamento dei 4 droni già operativi.

Mezzi All Terrain per forze speciali (Polaris, Zero Motorcycles) – acquisizione interforze di 1.100 quad, 95 fuoristrada leggeri tattici, 235 motoslitte e 230 moto da cross elettriche. Il programma prevede anche l’acquisizione di 40 robot ruotati 6×6 Viking di Iveco Robotics, più di sistemi di aviolancio, rimorchi e adeguamento infrastrutture.

Di seguito i programmi già operativi in prosecuzione, sempre riferiti a fornitori statunitensi.

Aerocisterne (Boeing) – acquisizione per l’Aeronautica di ulteriori due velivoli tanker KC-767 per il rifornimento in volo e sostegno logistico flotta.

Elicotteri da trasporto (Boeing) – sostegno logistico per l’Esercito dei 16 nuovi elicotteri pesanti da trasporto birotori CH-47F.

Bombe aeree (Raytheon e Northrop Grumman) – acquisizione per l’Aeronautica di bombe aeree di precisione per tutti i caccia della flotta nazionale (F-35A e Typhoon) sia di produzione americana (AARGM-ER, AMRAAM, SDB II) che di produzione europea (METEOR2, IRIS-T2, Paveway IV).

Nota importante: il quadro tracciato è al netto del previsto avvio della fase 3 ad integrazione del programma JSF F-35 deciso dal ministro Crosetto nel 2024 per portare da 90 a 115 la flotta di caccia americani con l’acquisto di altri 25 aerei per un costo previsionale stimato di almeno 7 miliardi di euro.