Il Ministero della Difesa ha trasmesso in questi giorni al Parlamento l’ennesimo mega-programma di riarmo. Questa volta si tratta dell’acquisto di nuove batterie missilistiche Samp/T NG (New Generation) per la difesa aerea e missilistica “a protezione del territorio nazionale e dell’Alleanza atlantica e per garantire la protezione di teatro alle forze schierate in aree di operazione”.

Lo scopo operativo del programma è quella di potenziare il sistema di difesa aerea secono le nuove necessità strategiche stabilite dalla NATO, anche in ragione della riduzione delle sue capacità a seguito dell’invio in Ucraina di due delle cinque batterie Samp/T di prima generazione in dotazione all’Esercito dal 2012.

L’impegno di spesa pluriennale che le Commissioni Difesa e Bilancio di Camera e Senato sono chiamate ad approvare ammonta fino al 2039 a 2,3 miliardi, di cui circa 637 milioni nel prossimo triennio (215 milioni quest’anno, 192 il prossimo anno e 230 nel 2028). Il programma subisce un consistente aumento del suo costo complessivo: dai 3 miliardi previsti nel 2021 dal Ministro Guerini (governo Draghi) ai 5,34 miliardi previsti oggi. Differenza che – per inciso – coincide esattamente con la nuova spesa di 2,3 miliardi richiesta nel decreto inviato al Parlamento.

Il documento della Difesa attribuisce questo aumento alle “nuove esigenze operative della Difesa”. Non ci sono riferimenti ad un aumento del numero delle batterie richieste, quindi è lecito pensare che si tratti sempre delle 10 nuove batterie previste dal programma del 2011 (5 per l’Esercito e 5 per l’Aeronautica) e successivamente ordinate nel corso del 2023 e 2024. Le stesse 10 batterie di cui ha parlato Crosetto a settembre 2024. La prima di queste nuove batterie è stata consegnata all’Esercito proprio l’altro ieri, nello stesso giorno in cui la Difesa trasmetteva il relatico decreto alle Camere.

La ragione dell’incremento dei costi rimane quindi oscura. In attesa di chiarimenti da parte della Difesa, le ipotesi più sensate sono un aumento dei costi di produzione dovuto all’integrazione di nuove tecnologie non previste inizialmente, oppure un aumento quantitativo delle scorte di munizioni missilistiche, tema notoriamente molto sensibile per il Ministro della Difesa. 

Ogni batteria Samp/T NG comprende sei camion lanciatori, ciascuno con quattro tubi di lancio e 24 missili Aster B1NT pronti al lancio (più altri 48 missili di scorta per altre cariche trasportati sul posto con altri camion), un camion radar Kronos (prodotto da Leonardo spa) e un camion centro di comando e controllo, più veicoli per la mobilità tattica e moduli mobili per il supporto logistico. Quando parliamo di dieci batterie, dobbiamo quindi considerare un totale di almeno 60 lanciatori, oltre 700 missili e decine di mezzi pesanti a corollario.

Il programma, fin dal 2021, prevede anche l’acquisto di nuove scorte di missili Aster 15 e 30 per le batterie Samp/T di prima generazione, il potenziamento del Centro Interforze Munizionamento Avanzato (CIMA) di Aulla addetto al supporto tecnico e la realizzazione di uno stabilimento nazionale per l’ammodernamento dei missili Aster con testate radar di ricerca bersaglio in banda Ka.

A produrre il Samp/T NG – che ha un raggio di intercettazione di 150 chilometri e di rilevamento della minaccia a 350 chilometri – è il consorzio industriale EUROSAM, una joint venture franco-italiana a netta maggioranza francese in quanto costituita per un terzo da MBDA France, un terzo da Thales (altra azienda francese) e un terzo da MBDA Italia, che a sua volta è italiana solo per un quarto dato che il resto è suddiviso tra Airbus, a maggioranza francese, e la britannica BAE Systems.

Il programma di armamento per i missili Sampt-T Camere allunga la già corposa serie di atti governativi per procurement militare trasmessi dall’Esecutivo dagli ultimi mesi del 2025 in poi, portando a 36 miliardi il totale degli impegni finanziari pluriennali dei 76 provvedimenti messi sul tavolo del Parlamento nel corso della XIX Legislatura. Quasi la metà di tale somma, 16,5 miliardi, riguarda i 16 programmi di riarmo in approvazione dall’inizio di quest’anno.