l Ministero della Difesa ha trasmesso alla Camera dei Deputati il 11 febbraio 2026 un nuovo schema di decreto interministeriale — firmato dal Ministro Crosetto di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze — relativo all’approvazione del programma pluriennale di Ammodernamento e Rinnovamento SMD 41/2025, riguardante l‘«Acquisizione del Sistema Satellitare Ottico di III generazione». Il documento è classificato come Atto del Governo n. 381 (AG 381) ed è stato inviato al Presidente della Camera Lorenzo Fontana per il preventivo parere delle competenti Commissioni parlamentari.
Il contenuto di tale documento è relativo la seconda fase dello sviluppo del Sistema Satellitare Ottico che comprende la realizzazione e il lancio dei satelliti veri e proprio oltre che l’adeguamento ai requisiti di sicurezza, inclusa l’implementazione della crittografia post-quantica in risposta a una recente raccomandazione della Commissione Europea. Si tratta di un sistema di telerilevamento satellitare ottico a uso militare, direttamente destinato, così si specifica nella scheda tecnica, «alla difesa nazionale».
Il Programma in oggetto non è una novità integrale, in quanto la sua prima fase era stata già autorizzata e finanziata interamente con il decreto interministeriale SMD 20/2022, per un valore di 264 milioni di euro. Il costo complessivo del Programma era stato inizialmente stimato in 590 milioni; ma con questo nuovo Atto di Governo viene proposto un aumento: la stima totale sale infatti a 640 milioni di euro, con un aumento di 50 milioni rispetto alla previsione originaria.
La scheda tecnica aggiornata allegta all’AG 381 ripartisce il costo complessivo del programma (640 M€) nel modo seguente:
- 500 milioni di euro per l’acquisizione dei satelliti
- 90 milioni di euro per i lanci
- 50 milioni per l’adeguamento ai requisiti di sicurezza (voce aggiuntiva rispetto al D.I. originario, legata alla raccomandazione UE sulla crittografia post-quantica).
La seconda fase, oggetto dello schema di decreto trasmesso in questi giorni al Parlamento ha un controvalore totale di 292,64 milioni di euro a condizioni economiche 2025, con un avvio previsto nel 2026 e una conclusione stimata nel 2031. Le risorse sono state già individuate a valere sui capitoli del settore investimento del bilancio ordinario del Ministero della Difesa (capitolo 7220-04 per il bilancio ordinario e 7220-27 per i fondi legge). Resterà poi da finanziare una terza fase residuale per complessivi 83,36 milioni, che dovrà poi essere approvata con uno o più successivi schemi di decreto, da sottoporre alle Camere una volta reperite le necessarie risorse. Il cronoprogramma indicativo dei pagamenti per la seconda fase è il seguente (valori in milioni di euro):
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2026 |
2027 |
2028 |
2029 |
2030 |
2031 |
TOTALE |
|
|
B.O. (cap. 7220-04) |
5,00 |
28,69 |
88,78 |
63,79 |
21,14 |
0,00 |
207,40 |
|
F.L. (cap. 7220-27) |
0,00 |
52,46 |
4,12 |
7,66 |
13,00 |
8,00 |
85,24 |
|
TOTALE |
5,00 |
81,15 |
92,90 |
71,45 |
34,14 |
8,00 |
292,64 |
La scheda trasmessa dal Governo avverte che i volumi finanziari sono «meramente indicativi» e potranno essere rimodulati in funzione dell’effettiva esigibilità contrattuale. Come negli altri recenti decreti di procurement, in questo modo la Difesa si cautela esplicitamente rispetto a possibili aumenti ulteriori: se il costo dovesse superare il limite sottoposto al parere parlamentare, «si darà corso ad un decreto integrativo».
L’aumento del costo complessivo da 590 a 640 milioni (+50 milioni, pari a circa +8,5%) è attribuito nella scheda accompagnatoria governativa all’esigenza di implementare tecnologie per la crittografia post-quantica, indicata come conseguenza della raccomandazione della Commissione Europea. Si tratta di una motivazione tecnica in qualche modo più circostanziata rispetto a quelle (spesso vaghe) che accompagnano altri recenti aumenti di costo nel procurement militare italiano che abbiamo già analizzato.
Vale comunque la pena ricordare che questo programma si inserisce nella lunga serie di atti governativi per il riarmo trasmessi dal Governo Meloni al Parlamento nel corso della XIX Legislatura. Secondo il monitoraggio del nostro Osservatorio Mil€x, il totale degli impegni finanziari pluriennali dei provvedimenti presentati dall’Esecutivo supera già i 36,3 miliardi di euro, di cui oltre 16,5 miliardi relativi ai soli programmi messi sul tavolo parlamentare dall’inizio del 2026 e un costo già definito per il periodo 2025-2028 di circa 8 miliardi di euro).
Un elemento che merita attenzione è la qualità informativa del documento trasmesso al Parlamento. La scheda illustrativa (cioè il documento che dovrebbe fornire le informazioni di merito su capacità militari, requisiti operativi e condizioni contrattuali) si limita per diverse voci a dichiarare che «le caratteristiche del programma restano immutate rispetto a quanto descritto nel D.I. SMD 20/2022». In altre parole, le Commissioni parlamentari chiamate a esprimere il parere su una spesa di quasi 300 milioni di euro non dispongono, nel documento trasmesso, di alcuna informazione autonoma su cosa acquisterà esattamente l’Italia, con quali fornitori e a quali condizioni contrattuali: tutto viene rinviato a un decreto del 2023 che non è allegato integralmente all’atto ora in esame. Una lacuna che, per quanto formalmente nei limiti del quadro normativo vigente, riduce sensibilmente la capacità di controllo parlamentare su una spesa significativa nell’ambito della capacità spaziale militare nazionale.
