home Missioni Militari, Primo piano Presenza militare italiana in Mali: dati e costi della missione Takuba

Presenza militare italiana in Mali: dati e costi della missione Takuba

Quasi 49 milioni di euro nel 2021 con decine di mezzi terrestri, 6 elicotteri e 250 unità di dispiegamento massimo

 

Dal 14 gennaio 2022 è pienamente operativo in Mali il contingente militare italiano della Task Force europea Takuba schierata nel Paese africano a supporto delle operazioni antiterrorismo delle forze militari locali nell’ambito dell’operazione militare a guida francese Barkhane.

Full Operational Capability Missione Takuba gennaio 2022 – Immagine: Ministero della Difesa

Un intervento, quello francese, avviato nel 2014 e costato finora la vita a 53 soldati (l’ultimo il 22 gennaio nel bombardamento della base di Gao, dove c’è anche un piccolo distaccamento italiano).

La missione italiana in Mali, che per il 2021 ha ricevuto un finanziamento di quasi 49 milioni di euro (di cui 10 milioni esigibili nel 2022), ha come base l’avamposto di Menaka, 300 chilometri a est di Gao verso il confine nigerino. Qui il nostro Esercito ha schierato una task force per il recupero e soccorso medico composta da un ospedale da campo, decine di mezzi terrestri, tre elicotteri da trasporto truppe CH-47F Chinook del 1° Reggimento Antares di Viterbo (che imbarcano i fucilieri Guardian Angel del 66° Reggimento aeromobile Trieste di Forlì) scortati da tre elicotteri da combattimento AH-129D Mangusta del 5° Reggimento Rigel e del 7° Reggimento Vega della Brigata Aeromobile Friuli di Casarsa. Con la proroga votata dal Parlamento nel 2021, senza termine di scadenza predeterminato, il dispiegamento massimo è stato aumentato a 250 uomini dai 200 previsti con l’approvazione iniziale (consistenza media ipotizzata in circa 90 unità). Non sono presenti al momento forze speciali da combattimento.

La regione dove operano gli italiani è la roccaforte delle milizie jihadiste Touareg del Mouvement pour l’unicité et le jihad en Afrique de l’Ouest (MUJAO) che si finanziano con il traffico di cocaina proveniente dal Sudamerica e diretto verso l’Europa (traffico in cui sarebbero coinvolti anche le forze militari maliane). A supporto della missione in Mali è stata potenziata anche la missione militare italiana nel confinante Niger (Nome in codice MISIN: 295 militari, 100 mezzi terrestri e 6 mezzi aerei finanziata nel 2021 con 44,5 milioni di euro) con la trasformazione della base italiana a Niamey in hub logistico per le forze schierate nel confinante Mali e con l’invio di altre forze speciali.

La missione Takuba è stata deliberata dal Governo italiano nel maggio 2020, e approvata dal Parlamento nel luglio successivo, su richiesta pervenuta nel novembre 2019 del presidente democraticamente eletto del Mali Ibrahim Boubacar Keita, successivamente deposto nel primo golpe militare dell’agosto 2020. Dal maggio 2021, dopo il secondo golpe militare, il Mali è governato da una giunta guidata dal colonnello Assimi Goïta, con cui Parigi ha subito interrotto la cooperazione militare avviando il ritiro delle truppe e annunciando la fine dell’operazione Barkhane entro la primavera del 2022. La giunta militare si è quindi rivolta alla Russia per appoggio militare: la risposta è stata l’invio in Mali di mercenari del Gruppo Wagner che a fine 2021 si sono acquartierati nella base di Timbuctù appena lasciata dai francesi. Svezia, Danimarca e Norvegia hanno già deciso di ritirare le proprie truppe o di non inviarle. Altri Paesi, tra cui la Germania, stanno valutando di fare altrettanto. In Italia la questione non è ancora stata affrontata.

Va ricordato come nel maggio del 2021 il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini si sia recato proprio in Mali, nell’ambito di una visita di due giorni con tappa anche in Niger, poche ore prima del secondo golpe militare. In tale occasione, insieme all’allora Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Vecciarelli, il Ministro ha incontrato quello che era al momento il vice presidente del governo di Transizione divenuto poi capo della giunta militare: il colonnello Assimi Goïta. Agli incontri era presente anche il segretario generale delle Forze armate e Ministro della Difesa Souleymane Doucoure, poi arrestato durante il colpo di stato del 24 maggio.

Visita Ministro Guerini in Mali – maggio 2021 – Immagine: Ministero della Difesa

Dopo l’approvazione della missione nel 2020 nessun ulteriore dettaglio era stato fornito a Parlamento e opinione pubblica sullo sviluppo delle sue attività fino al marzo 2021 quando il Ministro Guerini aveva confermato la prima presenza italiana in Mali. In particolare con l’Atto di indirizzo per l’avvio del ciclo integrato di programmazione della performance è stata confermata l’intenzione di rafforzare la nostra presenza in Mali e Niger, aumentando così l’apporto europeo alla Coalizione per il Sahel, a vantaggio della stabilità di un’area adiacente alla Libia, e contribuendo al contrasto al terrorismo nella Regione. La partecipazione alla Task Force Takuba, già decisa nel 2020, prevede l’impiego di elicotteri per attività di evacuazione medica e, recentemente, ha visto l’avvio delle attività, con la partenza della prima aliquota di personale“.

Non risultano dichiarazioni o prese di posizione ufficiali successive che prefigurino un mutamento di obiettivi e modalità della missione, anzi nell’audizione del luglio 2021 sulle linee programmatiche del Dicastero il Ministro della Difesa si è limitato a confermare che “con riferimento a Takuba, lo scorso marzo abbiamo avviato il rischieramento del nostro contingente nella zona tri-frontaliera del Liptako Gourma, e più precisamente nelle basi di Gao e Menaka, e prevediamo di raggiungere la capacità operativa iniziale subito dopo l’estate. Come noto, in questa fase, il contributo della Difesa si concretizzerà soprattutto nella capacità di ricognizione ed evacuazione sanitaria ma prevediamo, a partire dal 2022, di estendere l’attività anche all’addestramento delle componenti di forze speciali locali. Forze speciali che in quel momento, va ricordato, erano già ormai chiaramente appartenenti ad un governo golpista. E il tutto nonostante il già citato attacco del gennaio 2022 alla base di Gao in cui è presente parte del contingente italiano, con 20 effettivi della Task Force Jacana costretti a rifugiarsi nei bunker. Il cosiddetto “Mediterraneo allargato” è uno dei punti chiave della politica strategica di Difesa per il Ministro Guerini, come evidenziato in numerosi documenti e audizioni parlamentari.

 

SCHEDA MISSIONE TAKUBA TRATTA DALLA RELAZIONE ANALITICA APPROVATA IN PARLAMENTO per il 2021