Mentre il dibattito politico sulle spese militari italiane rimane aperto e in evoluzione, è utile fare il punto su ciò che è già stato deciso dal governo sugli acquisti di armamenti, al di là delle proiezioni sul PIL dei fondi per la Difesa.

Sul fronte delle proiezioni future il quadro è ancora fluido e poco definito. Il Documento di Programmazione Finanziaria e di Bilancio (DPFB) dello scorso ottobre ipotizzava un percorso di aumento graduale della spesa così modulato: +0,15% del Pil nel 2026, idem nel 2027 e +0,20% nel 2028, per un totale stimato di circa 23 miliardi aggiuntivi in tre anni rispetto a uno scenario di spesa fossa al 2% del Pil. Ora però il Sottosegretario alla Difesa Perego di Cremnago ipotizza una crescita marginale assai più ridotta: +0,05% nel 2027 e +0,30% nel 2028, senza citare il dato per il 2026 che realisticamente rimerrebbe attestato attorno al 2% del Pil.

Su questa ultima cifra occorre però ribadire una precisazione importante: il 2% certificato dalla NATO non corrisponde a un aumento reale della spesa militare diretta, ma è il frutto di un’operazione contabile che include voci non riconducibili alla spesa militare pura – una distinzione che il nostro Osservatorio Mil€x ha già illustrato in dettaglio.

In attesa di capire come il Governo rimodulerà questi percorsi nel prossimo aggiornamento del DPFB, è quindi importante concentrarsi sulle decisioni già prese in materia di acquisizione di nuovi sistemi d’arma.

La tabella aggiornata dei programmi d’armamento

A tal fine pubblichiamo la tabella aggiornata di tutti i programmi di riarmo trasmessi nel corso della XIX Legislatura dalla Difesa alle Commissioni Difesa e Bilancio di Camera e Senato per l’approvazione dei relativi stanziamenti pluriennali.

In circa tre anni (le prime approvazioni sono dell’aprile 2023) si contano complessivamente 78 programmi, in gran parte di nuovo avvio. Tra i più rilevanti per oneri totali complessivi (quindi non sono per gli stanziamenti già autorizzati e confermati) ci sono diversi programmi di nuovo avvio:

  • 270 nuovi carri armati Panther — 8,2 miliardi
  • 24 nuovi caccia Typhoon — 7,5 miliardi
  • 66 nuovi obici ruotati RCH-155 — 1,8 miliardi
  • Due nuove fregate FREMM Evo — 2 miliardi
  • Nuove navi spia classe Clara — 1,6 miliardi
  • Due nuovi sottomarini U-212 NFS — 1,3 miliardi

A questi si affiancano numerosi programmi già avviati in passato ma potenziati con decisioni prese in questa Legislatura (e qui i riferimenti sono invece ai nuovi stanziamenti richiesti e autorizzati) tra i quali i più rilevanti sono:

  • 8,7 miliardi per la progettazione dei nuovi caccia Tempest
  • 2,3 miliardi in più per le batterie missilistiche SAMP/T e i relativi missili Aster
  • 1,2 miliardi in più per i 48 nuovi elicotteri da attacco AW-249 Fenice

Il totale degli impegni

Il totale degli stanziamenti pluriennali per programmi d’armamento (che hanno una durata media decennale o quindecennale) richiesti dalla Difesa e autorizzati dalle competenti Commissioni parlamentari ammonta al momento a 36,4 miliardi, con impegni di spesa annuali complessivi di circa 2 miliardi nel 2026 e 2,7 miliardi nel 2027.